Claudio Cerritelli, “Esercizi di lettura, critica della pittura”, p. 88, testo nel volume pubblicato in occasione della mostra Pittura aniconica – Arte e critica in Italia 1968-2007, Casa del Mantegna, Mantova, Edizioni Mazzotta, Febbraio 2008


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Dipingere la memoria del presente è per Roberto Rizzo verificare la persistenza della realtà fenomenica all’interno del processo di astrazione a cui è sottoposta ogni immagine, intesa come riflessione sulle strutture ambivalenti della rappresentazione. Sulla superficie entrano in relazione due diverse temperature cromatiche, un’ampia campitura che occupa il supporto come un velo di luce uniforme, e una porzione di spazio interno, quasi sempre al centro, che accoglie un nucleo di colore inquieto e drammatico. L’esigenza di questa contrapposizione è dovuta alla volontà di considerare la pittura come luogo di compresenze antitetiche, campo di pensieri conflittuali, gesti costruttivi e al tempo stesso disgreganti, valori simultanei per approfondire la forma apparente. Se le zone monocrome indicano la componente razionale del progetto di Rizzo, l’effetto mutevole dei nuclei materici rovescia la logica dell’immagine per evidenziare l’ansia creativa della contraddizione, la misura soggettiva del gesto.

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